🇮🇹 Spalletti esonerato dalla Nazionale: fine della corsa azzurra
Luciano Spalletti non è più il commissario tecnico dell’Italia. Il ciclo dell’allenatore toscano alla guida degli Azzurri si chiude nel modo più amaro possibile: con un esonero dopo la disfatta in Norvegia e l’ennesima prestazione senza anima della Nazionale. Una scelta dura, ma ormai inevitabile, arrivata da parte della Federazione a poche ore dall’amichevole con la Moldavia, che sarà l’ultima passerella simbolica di un’avventura mai realmente decollata.
Spalletti ha provato fino all’ultimo a tenere insieme i pezzi, ma il crollo è stato evidente: la squadra non lo seguiva più, i risultati non arrivavano, l’identità era sparita. Il progetto, iniziato con entusiasmo dopo l’Europeo vinto da Mancini, si è perso nella nebbia di un biennio troppo confuso per essere salvato.
Luciano Spalletti esonerato, sentiamo le sue parole in cui dice: “Deluso da me stesso”
Non si è nascosto, Luciano. In conferenza stampa ha scelto la via della sincerità: “Sono deluso da me stesso, dai risultati, da come sono andate le cose. Non mi sarei mai dimesso, ma rispetto la scelta della Federazione. Ho dato tutto, ma non è bastato.”
Il volto era segnato, gli occhi lucidi, lo sguardo di chi sa che il tempo è finito. Nessun dramma, nessuna polemica, solo il silenzio amaro di chi ha provato a cambiare rotta e si è ritrovato fuori strada.
Un ciclo mai decollato
Doveva essere la rinascita azzurra, si è trasformata in un lento logorarsi. Dopo le difficoltà iniziali, la qualificazione agli Europei aveva acceso una piccola speranza, ma i risultati successivi hanno spento tutto. La Nazionale è sembrata spesso spaesata, senza anima, lontana da quella fame e quella coesione viste nel 2021.
Le ultime uscite, soprattutto la sconfitta netta in Norvegia, hanno fatto precipitare tutto. E quando la squadra si spegne, il conto lo paga sempre l’allenatore.
Luciano Spalletti esonerato, ed ora uno sguardo aI futuro della panchina azzurra
Con Spalletti ormai fuori, la FIGC è già al lavoro per la successione. I nomi caldi? Due in particolare: Stefano Pioli, tecnico esperto, capace di gestire cicli complessi, e Claudio Ranieri, simbolo di equilibrio, leadership e capacità di costruire gruppo. La scelta dovrà essere veloce, perché tra qualificazioni mondiali e Nations League non c’è tempo da perdere.
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